La Scuola di Teatro Cantine Teatrali non ha un metodo unico. Sviluppa al suo interno, nell’arco dei tre anni e più di percorso formativo, diversi metodi.
Il punto di partenza è certamente Konstantin Sergeevic Stanislavskij.
Il grande maestro russo partì da un’analisi di tipo psicologico/emotivo sul personaggio e finì la sua illustre carriera analizzando, attraverso il metodo delle azioni fisiche, la fisicità del personaggio.
La nostra didattica rispecchia l’arco creativo e pedagogico di Stanislavskij e parte dallo studio dei sentimenti, delle intenzioni e del pensiero espressi in scena (tutti elementi che appartengono all’interiorità del personaggio) per concludersi e arricchirsi con l’analisi delle movenze, delle azioni fisiche e, più in generale, della fisicità del personaggio stesso.
Inoltre gli strumenti didattici che mettiamo a disposizione dei nostri allievi attingono ad esperienze diverse tra loro, come quella di Michail Cechov, Clive Barker, Viola Spolin, Vsevolod Mejerchol’d e Peter Brook.
Tutti i docenti della Scuola di Teatro Cantine Teatrali hanno studiato o insegnano all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, e cercano di restituire, durante il percorso formativo della scuola, i numerosi insegnamenti assorbiti nella loro importante formazione.
L’aspetto fondamentale è comunque quello di coniugare questa didattica “colta” con aspetti ludici che sono alla base del corso di recitazione.
Il gioco infatti è un elemento imprenscindibile, senza cui non si potrebbe arrivare a comprendere, assorbire e a restituire nel modo corretto la passione, la leggerezza e la magia che caratterizzano qualsiasi primo approccio alla scena teatrale.